Qui, lì e ORA!!!……..Parte 1

Dovevo partire per un viaggio di lavoro in una città incredibilmente caotica. Data la natura del luogo, mia moglie era inizialmente un po’ restia ad accompagnarmi. Ma si trattava di un’occasione per trascorrere un po’ di tempo insieme, visto che ultimamente entrambi eravamo stati troppo presi da impegni che ci avevano impedito di dedicarci l’un l’altra, quindi ho dovuto convincerla a venire.

«Ma cosa farò io mentre lavori?» protestò lei.

“Dimentichi che abbiamo degli amici lì, amore; ti terranno occupata, Finalmente”, dissi con un tono che diceva “la mia decisione è definitiva” Finalmente,

Dopo averle dato alcune spiegazioni e dopo aver contattato i nostri amici per informarli del nostro arrivo in città, lei ha acconsentito (ma in ogni caso non accettavo un no come risposta).

Questi amici erano nati altrove, ma si erano trasferiti in questa città, quindi noi non sapevamo nulla e loro conoscevano la città in ogni suo aspetto.

Arrivammo, facemmo il check-in in hotel e ci rinfrescammo. Lei indossava una minigonna per tutto il viaggio, il che mi fece venire una certa eccitazione. La strinsi a me nella stanza d’albergo, i suoi seni premuti contro il mio petto, e le dissi: “Vieni qui, splendida, sei mia”. La buttai sul letto e poi le saltai addosso. Lei ridacchiò e io iniziai a baciarla. Suonò il campanello, proprio quando le cose si stavano facendo un po’ piccanti.

“Tieniti al caldo, finirò io dopo”, ho ordinato.

Stavo quasi per aprire la porta con un’espressione tipo “chi ha osato disturbarci?”, e invece si è scoperto che erano i nostri amici, altre tre coppie, che ci invitavano al cinema.

Ci siamo messi d’accordo e ci siamo presi un po’ di tempo per prepararci. Mia moglie indossava un abito nero molto sexy e provocante, che lasciava intravedere un’ampia scollatura, avvolgendo il corpo alla perfezione come una seconda pelle e tagliando proprio a metà la sua coscia carnosa e succosa. Una vera delizia per gli occhi. Piccante!

Le ho detto quanto mi piacesse come si era vestita quella sera. Con un bellissimo sorriso mi ha ringraziato per il complimento e mi ha detto quanto mi ama!

Ci dirigemmo quindi verso l’ingresso dell’hotel, dove avremmo potuto incontrare i nostri amici, ormai sbalorditi.

Nell’oscurità del teatro di questa città sconosciuta, seduti sulle nostre poltrone, le misi una mano in grembo. Mi guardò incredula, uno sguardo che si trasformò subito in un sorriso malizioso. Facendo scivolare la mano, le toccai il seno sinistro e iniziai ad accarezzarlo; anche la sua mano si unì al gioco, continuando a stuzzicarmi. Ero eccitatissimo. Non riusciva a credere di stare facendo una cosa del genere così vicino ai nostri amici, mi disse in seguito. Continuavo a spostare la mano da un seno all’altro, mio ​​Dio, erano così morbidi, morbidissimi!

Premendo e strofinando i suoi capezzoli, spostandole il reggiseno, le feci provare un piacere immenso. Di tanto in tanto emetteva gemiti soffocati. Meno male che il rumore del cinema copriva i suoi gemiti, impedendo agli altri di sentirli. Dopo che fui contento (ma non ancora soddisfatto) dell’andamento della nostra avventura, si scusò e andò in bagno. Fu allora che prestai un po’ di attenzione al film che stavano proiettando. Vidi quella figura sexy avvicinarsi e, mentre mi superava per raggiungere il posto accanto a me, mi lasciò cadere qualcosa in grembo. A un’occhiata più attenta, si rivelò essere la sua biancheria intima di pizzo, parzialmente trasparente! Ero così eccitato e felice.

“Oh, che sporca, sporca ragazza” sussurrai, mentre lo annusavo.

Fece una risatina appena percettibile, poi si mise la borsa e la sciarpa in grembo e si tirò su un po’ la gonna per permettermi di raggiungere il suo clitoride. Oh mio Dio, era così eccitante.

Sono sceso laggiù a toccarla con le dita, prima due dita, poi tre, “ohhhhh waaaaww” ho sentito, mi stavo divertendo molto ma non quanto mia moglie. Le sue espressioni mi mostravano che era completamente immersa in un immenso piacere eppure si mordeva il labbro per non farlo sapere al mondo. Mi guardò, i suoi gemiti si facevano sempre più forti e la sua volontà di contenersi sempre più debole, credo di essermi fermato appena in tempo prima che venissimo scoperti. Provava entrambe le cose: la rabbia di non essere soddisfatta e la gratitudine di aver mantenuto questo segreto per lei.

Mi ha stretto a sé e mi ha implorato di finire, le ho stretto il seno (al che ha emesso un leggero gemito con un disperato desiderio di altro) e ho detto “Non preoccuparti, ho tutto sotto controllo, ho un piano”.

Leggete la Parte 2 per scoprire cosa succede dopo, prima di tornare in hotel.

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