Ho iniziato a scrivere brevi storie romantiche per mia moglie e le lasciavo in posti dove solo lei poteva trovarle. Alcune sono allegoriche, altre letterali. Quando viaggia, scrivo una storia del genere per ogni giorno in cui è via. Di solito una per la mattina e una per la sera. Ho pubblicato qui alcune di quelle letterali e a breve pubblicherò anche quelle allegoriche. Spero che possano dare ai coniugi là fuori un’idea di come sentirsi vicini quando si è lontani. Sapere che la persona amata pensa costantemente a noi dona una grande serenità.
1) Amava la sua forma.
Erano sposati da 24 anni e lui non aveva mai perso l’attrazione per lei. Era semplicemente, e meravigliosamente, sua, e lui era di nuovo senza parole. Stavano guardando le vetrine a Newport e lei si era fermata a guardare dentro un negozio. Lui guardò i suoi capelli che danzavano nel vento che arrivava dall’oceano. Si soffermò sui contorni del suo viso e sull’eleganza del suo collo. Era stato il suo collo ad attrarlo per la prima volta. Senza nemmeno conoscerla, un amico gli aveva dato una sua foto scattata sotto una passerella quando aveva appena 18 anni. Quella foto era rimasta per sempre impressa nella sua memoria. Non aveva mai visto una bellezza simile a quella che contemplava in quella foto, ed era stato il suo collo a lasciarlo senza parole. Ripensandoci, sembra sciocco. Eccola lì, sotto una passerella, con le mani alzate per raccogliere i capelli in una coda di cavallo, tutta la sua silhouette in bella vista, la schiena arcuata, il seno in fuori, la testa leggermente reclinata all’indietro e di lato, e il suo collo elegante perfettamente incorniciato dall’oceano alle sue spalle. Lo colpì profondamente, non solo fisicamente; c’era qualcosa che solo in seguito avrebbe scoperto lo affascinava. Certo, tutti questi pensieri non occupavano più del tempo necessario per osservare un vestito o un completo in una vetrina, ma lui si perdeva continuamente nella sua bellezza. Lei smise di guardarla e riprese a camminare. Gli porse la mano e lui la afferrò senza nemmeno bisogno di guardare, perché sapeva che era lì, era sempre così quando andavano da qualche parte insieme.
2) Bellezza e Amici
Il vento soffiava giocosamente sull’acqua riflettente e le sue lunghe e sottili dita le accarezzavano le scure chiome. Il sole, non volendo essere da meno, le accarezzava i lineamenti con un caleidoscopio di colori, accentuando i tratti di saggezza nella sua gloria. Per un brevissimo istante provò invidia per l’acqua, il vento e il sole, poi sorrise. Erano loro amici e trovava conforto nel loro desiderio di far parte della Bellezza. Conoscevano bene il loro ruolo: riflettere, danzare con e illuminare Lei.
3) “Il mattino”
Prima sentì il suo calore. Il sole era arrivato e gli accarezzava dolcemente gli occhi. La Bella giaceva cullata tra le sue braccia, con il sole che irradiava i suoi lineamenti incantevoli. I suoi capelli, una massa selvaggia, le ricadevano sul viso sereno, pieno della luce del sole. Lui rimase immobile, temendo che qualsiasi movimento potesse svegliare la perfezione che respirava dolcemente tra le sue braccia. Il suo calore raggiunse il suo essere più profondo e tutto andò per il meglio.
“Ti amo”, la sua voce si spezzò per l’emozione, poco più di un respiro.
Un piccolo sorriso si disegnò sulle labbra della Bella, come se solo lei lo avesse sentito. Trattenne il respiro, osservandola, aspettando che il suo mondo ricominciasse. Il sole danzava fuori dalla finestra, solleticando giocosamente gli occhi della Bella. Sarebbe stata un’altra giornata paradisiaca.
4) Il viaggio
Guidavano da diverse ore lungo la costa. Beauty insisteva perché prendessero la sua macchina, perché voleva guidare con la capote abbassata. Diceva che era la sua “auto della crisi di mezza età” (come se Beauty potesse avere una crisi di mezza età), un Maggiolino Volkswagen decappottabile. Lui gliel’aveva comprata solo perché sapeva che l’avrebbe fatta sorridere. Oh, quanto amava il suo sorriso! Avrebbe conquistato il mondo, scalato le vette più alte e attraversato i luoghi più oscuri per il suo sorriso. Il suo sorriso non disperdeva le nuvole, le faceva scomparire all’istante. Quando Beauty sorrideva, i suoi occhi danzavano pieni di fuoco e neve blu. Leggere, quasi impercettibili, rughe d’espressione illuminavano la vita nei suoi occhi. I suoi erano gli occhi di una vita vissuta selvaggiamente, meravigliosamente, saggiamente.
Era metà pomeriggio e il sole splendeva forte su di loro. Beauty si teneva i capelli con una mano mentre con l’altra teneva la sua. Lui le lanciava occhiate furtive quando pensava che lei non lo stesse guardando. Le ciocche ribelli dei suoi capelli, soprattutto quelle argentate, danzavano al vento. Gli occhiali da sole di Bellezza le nascondevano gli occhi, ma il suo sorriso occasionale gli diceva che era stato colto in flagrante, di nuovo. A volte sapeva che la stava guardando e questo le scioglieva il cuore, infondendole al contempo tanta sicurezza e forza. Bellezza aveva imparato a riposare nel suo sguardo, aveva imparato a essere desiderabile e amata. A volte fingeva di non accorgersi dei suoi sguardi, solo per potersi crogiolare un po’ più a lungo nel suo amore e nei suoi desideri. I suoi sguardi parlavano chiaro, Bellezza, rivelandole cose che difficilmente avrebbe creduto di se stessa. A volte Bellezza si chiedeva se lui fosse davvero reale, e poi una leggera stretta della sua mano forte le confermava che i sogni si avverano. Lui era suo e lei era sua.