Non è cambiato nulla

Avevamo appena fatto l’amore e lui respirava affannosamente, il petto bagnato che luccicava al chiaro di luna. Sorrisi senza fiato e mi sdraiai sul marciapiede, lasciando che i piedi ricadessero nell’acqua. Lui mi prese la mano in silenzio e la strinse. Ricambiai la stretta e rimanemmo seduti in silenzio, i nostri corpi a esprimere ciò che le nostre bocche non avrebbero mai potuto dire.

Si alzò e si immerse di nuovo in piscina. Mi mise una mano su un piede e me lo baciò sulla parte superiore. Io ridacchiai, poi mi misi seduta e allargai le gambe. Lui si mise in mezzo e mi sorrise, l’acqua turchese che si rifletteva sui suoi denti bianchissimi e splendenti. Mi chinai per baciarlo, ma lui mi tirò dentro!

“Billy!” strillai, urlando mentre l’acqua gelava il mio corpo nudo.

Lui rise e mi strinse a sé, abbracciandomi forte. Cadde di nuovo nel silenzio. Mentre mi aggrappavo alle sue spalle e gli avvolgevo le gambe intorno ai fianchi, la luna si nascose dietro le nuvole, lasciandoci nell’oscurità più completa.

«Ti amo», disse accarezzandomi la nuca.

“Anch’io ti amo”, dissi, baciandogli la spalla tatuata prima di appoggiarvi il mento.

Mi strinse forte e continuò ad accarezzarmi i capelli con una mano, mentre con l’altra mi sorreggeva. Il vento si alzò e ci fece rabbrividire entrambi.

«Entriamo, amore mio», disse, attorcigliando la punta del ricciolo tra le dita. Baciai la cicatrice sul ponte del suo naso e annuii.

Uscimmo dalla piscina, nudi come il giorno in cui eravamo nati, e tornammo in casa. I ragazzi dormivano già da ore, quindi il silenzio che ci accolse non fu inquietante come lo sarebbe stato se i nostri figli gemelli di sei anni fossero stati svegli. Salimmo al piano di sopra e ci infilammo in doccia, senza bisogno di spogliarci visto che i costumi da bagno erano bagnati sul marciapiede fuori.

Entrammo nella vasca, aprimmo l’acqua e ci sedemmo, lasciando che l’acqua calda massaggiasse la nostra pelle con il suo abbraccio confortante, un dono gradito dopo il freddo che ci era penetrato fino alle ossa.

Lo fissai e lui fissò me. Non avevamo bisogno di parlare, ma il silenzio era sereno, non imbarazzante. Guardandolo negli occhi, mi tornò in mente la prima volta che li avevo guardati di persona dopo due anni e mezzo di relazione a distanza.

Mi aveva baciata in mezzo all’aeroporto e, quando ci siamo separati, l’ho guardato negli occhi e lui ha guardato nei miei. I suoi occhi brillavano di gioia ed erano pieni di lacrime, proprio come i miei.

Ora, seduta sul fondo della doccia con lui, a fissarlo negli occhi proprio come avevo fatto quel giorno, il mio cuore si strinse fino a farmi scendere le lacrime. Mi attirò a sé e mi baciò la testa, sapendo che le mie lacrime non erano di tristezza. Mi prese il viso tra le mani e me lo sollevò per incontrare il suo. Mi baciò e mi innamorai di lui di nuovo.

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