Sono sposata da qualche anno con il mio fantastico marito, lo amo in modi che non avrei mai immaginato possibili. Siamo molto impegnati, io sono un’infermiera notturna, lui un meccanico, abbiamo due bambini piccoli e a volte può passare un’intera settimana prima che riusciamo ad avere un momento di intimità. Ma se potessimo, faremmo l’amore ogni giorno, come facevamo prima di diventare genitori. Quando due persone che si sentono molto attratte l’una dall’altra e hanno una libido elevata sono costrette ad aspettare a causa delle circostanze della vita, può essere molto frustrante, ma la frustrazione si trasforma in attesa e quando finalmente ci si ritrova è una liberazione incredibile.
Erano passati sette giorni, sette lunghi e strazianti giorni passati a guardarlo tornare a casa e spogliarsi sulla soglia, con i vestiti e la pelle unti dopo una lunga e dura giornata di lavoro, a guardarlo giocare con i nostri figli, a guardarlo fare tutto tranne che fare l’amore con me: era una tortura. Quel giorno in particolare entrò e iniziò a spogliarsi. Di solito distolgo lo sguardo e fingo di non guardare, ma quel giorno rimasi lì in salotto, una donna paralizzata dal desiderio, a guardare il mio bel marito che si spogliava fino ai boxer per andare a farsi la doccia. Si voltò per andare in bagno e mi vide lì, in piedi, che mi mordevo il labbro, con le viscere in subbuglio per il desiderio, come una ragazzina che sogna ad occhi aperti una cotta.
«Che cosa stai guardando?» disse, sfoggiando quel sorriso malizioso che mi faceva impazzire.
“Niente, vai a vestirti”, dissi, ” piegami su questo divano adesso “, era quello che mi diceva la mia mente, il sorriso si trasformò in un grande sorriso come se potesse leggermi nel pensiero. Potevo capire dal suo sguardo che in quei pochi istanti stavamo condividendo pensieri indicibili finché “Papà, papà!” Piccoli gridi di gioia e passi fragorosi gli corsero incontro e gli saltarono sulle gambe, ridendo prese in braccio i suoi figli e iniziò il loro rituale di giochi prima della doccia. Le mie ginocchia tremavano, sentivo l’umidità nelle mutandine per l’eccitazione al solo vederlo tornare a casa, in lontananza la voce di Dora l’esploratrice dalla televisione mi riportò bruscamente alla realtà.
Mi sono data da fare in casa, lui ha fatto la doccia, abbiamo giocato con i bambini e io sono andata a preparare la cena. Ero in piedi davanti ai fornelli a mescolare il contenuto di una pentola quando è entrato per riempirsi il bicchiere, l’ho ignorato, timorosa di incrociare il suo sguardo per via del momento che avevamo condiviso poco prima. Ho sentito la sua barba sfiorarmi la nuca, il mio cuore ha accelerato, mi ha strofinato il naso sul collo, poi mi ha baciato forte il collo, le sue mani sui miei seni e velocemente giù nei miei pantaloncini, le sue grandi mani ruvide si sono infilate nelle mie mutandine, non ho potuto farne a meno ho gemito piano mentre lui gemeva sentendo l’umidità. Ho allungato una mano e l’ho girato verso di me, l’ho baciato forte sulla bocca, schiacciando il suo corpo contro il mio, mi ha messo le mani sul sedere come se volesse mettermi sul bancone e portarmi lì, per quanto lo desiderassi l’ho spinto via “lasciami mettere a letto i bambini dopo cena, poi sei mio”.
Ho messo a letto i bambini, ho letto loro una storia, li ho guardati addormentarsi e poi mi sono alzata. Sentivo il crepitio del fuoco nel camino mentre entravo nel corridoio, ma mi sono diretta verso la nostra camera da letto, verso il mobile della biancheria intima. Ho frugato nei cassetti, ogni sottoveste con ricordi speciali, e ho trovato la preferita di mio marito, un regalo di nozze. Una sottoveste nera trasparente con bottoni sul davanti, sexy in ogni suo aspetto, con un perizoma nero. L’ho indossata e sono entrata lentamente in soggiorno.
Lì stava il mio amore, che alimentava un fuoco scoppiettante accanto ad esso. Mi avvicinai a lui e lo guardai con sicurezza negli occhi, lasciandomi penetrare da essi. Allungai una mano e gli toccai la guancia, lui mi afferrò la parte bassa della schiena e mi tirò a sé, baci ruvidi e famelici, la sua lingua che cercava la mia. Non vedevo l’ora, iniziai ad accarezzargli il torso muscoloso, volevo sentire ogni centimetro del suo corpo sodo. I baci ruvidi scivolarono lentamente lungo il mio collo e sulle mie spalle, intorno al mio seno, gemetti profondamente per l’attesa, potevo sentirlo sorridere, orgoglioso dell’effetto che aveva su di me. Mi mise il capezzolo in bocca e iniziò a baciarlo e succhiarlo, sapendo che mi faceva impazzire, la sua mano sul seno che la sua bocca stava trascurando per minuti che sembrarono ore, era troppo, gli infilai la mano nelle mutandine, sussurrandogli “per favore” all’orecchio. Le sue mani ruvide si misero al lavoro, sapeva esattamente dove toccarmi, lavorando con lenti cerchi sul mio clitoride, la sensazione era intensa, continuò a baciarmi la bocca, il collo e il seno mentre la sua mano continuava i suoi cerchi strazianti, il mio corpo bruciava di febbre per il fuoco e il piacere e sentivo che cresceva, improvvisamente inserì due dita dentro di me, gemetti, muovendo i fianchi a ritmo con le sue dita poi l’orgasmo tanto atteso mi colpì sbalordendomi, paralizzandomi, sentii un liquido caldo sgorgare da me intorno a lui mentre gli stringevo la schiena e gridavo di sollievo. Continuai a baciarlo, mi sollevò e mi piegò sul bracciolo del divano e si immerse dentro di me velocemente, rudemente, era estasi. Le sue spinte lente e costanti, le sue mani sui miei fianchi che mi tiravano verso di lui ad ogni spinta, il calore il formicolio dalla testa ai piedi poi l’esplosione di sensazione accompagnata da un liquido caldo che sgorgava da me, non riuscivo a fermare il gemito intriso di parolacce e tremavo. Andammo avanti e indietro finché non riuscimmo più a muoverci